Sono nato a Roma nell’ormai lontano 1978.

Da ragazzino guardavo il mondo e sperimentavo la mia creatività davanti un monitor di computer, con programmi di grafica. Emozioni virtuali. Mi stavo perdendo il mondo.

Quando il digitale è entrato dirompente nel mondo della fotografia, l’intersezione con la mia originaria passione informatica è stata automatica. Una prima compattina, una Canon Powershot in mano, e le prime sperimentazioni. Quanti scatti buttati, inquadrando foglie, fiori, colline e vaghi paesaggi. I primi tentativi di still life di cui conservo qualche ricordo appeso ad un muro. Finchè passo passo, non ho aperto la porta di casa ed ho scoperto l’umanità. Volti, storie, impressioni, pensieri.

La forza della fotografia è il saper parlare senza aprire bocca. Lo scatto perfetto è quello non descrivibile a parole, indefinibile. Che quando provi a pronunciarlo in una didascalia la magia scompare, il significato ne è snaturato. Sembra quasi un’estratto di filosofia orientale.

Scatti perfetti non ne ho mai fatti, è un percorso arduo che oscilla tra frustrazioni e gioie. Non è la macchina che fa il fotografo (anche se aiuta molto…), ma la fotografia è l’essenza del fotografo stesso, il risultato del filtro tra lui e la realtà. La sua capacità di vivere e provare a capire il mondo.

Ecco, questo è la mia strada.